Foggia, passo indietro
Chi credeva che all’insperata vittoria di Reggio Emilia il Foggia del duo Porta-Pecchia domenica facesse seguire un’altra prova positiva a Potenza, è puntualmente rimasto deluso. Già. Fidarsi di questa squadra messa su dal responsabile dell’area tecnica Filippo Fusco è come credere a una zingara. Perché la tanto attesa svolta non c’è stata.
Anzi, un passo avanti e tre indietro, peggio del gambero che ne fa due. E sconfitta dopo sconfitta il Foggia si è scavato la fossa all’ultimo posto, anche se dentro gli fanno compagnia Marcianise, Andria e Potenza.
Preoccupato e triste, il popolo rossonero. E si capisce. A Porta e Pecchia (mancano i soldi per pagare un altro allenatore, altrimenti l’amministratore unico Gianni Francavilla li avrebbe già esonerati al termine della sconfitta col Marcianise) non sono bastati quattro mesi per dare alla squadra un gioco e una identità. Tutto è approssimativo. Un optional l’organizzazione tattica. Scarsa la qualità della rosa. Discutibile il modulo (4-2-3-1), poco adattabile alle caratteristiche di quasi tutti i giocatori in organico. Si spiegano così la mancanza di gioco e di idee, le figure rimediati contro avversari modesti, la fragilità della difesa che con 19 reti al passivo è la peggiore del campionato.
La classifica è lo specchio fedele di questa squadra a cui non sono bastati Carbone e Micco in difesa per risolvere tutti i problemi. Per non rischiare la retrocessione, al Foggia servirebbero due uomini a centrocampo (un incontrista e un regista) e un centravanti d’esperienza in grado di garantire almeno dieci gol. L’argentino Franco Caraccio (in attesa di transfert) rappresenta una incognita essendo un ragazzo che di gol non ne ha mai fatti. Né Salgado, che prima punta non è, può inventarsi tre gol a domenica come a Reggio Emilia: giocherebbe nel Real Madrid.
I tifosi guardano la classifica e la loro mente va indietro di undici anni. E rivedono gli spettri maligni della retrocessione. E’ stata quella l’ultima volta che il Foggia - a campionato in corso - ha fatto da fanalino di coda alla classifica. Era la stagione di C1 98/99. Alla fine, però, i rossoneri tolti a Mancàno e affidati a Brini riuscirono a passare il fanalino rosso all’Acireale e da penultimi affrontarono ai play out l’Ancona che perdendo e vincendo per 1-0 condannò il Foggia alla C2! Per fortuna c’è tempo per rivedere organico e panchina, sempre se gli otto soci riescono a trovare un compratore alle loro condizioni.
Who's Online
Assist Rossoneri
| 2 | | Davide Colomba |
| 2 | | Gabriel Enzo Ferrari |
| 1 | | Nunzio Di Roberto |
| 1 | | Nicola Mancino |
| 1 | | Mario Antonio Salgado |
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