Il Foggia ridisegna il modulo di gioco

Un paio di chances Porta e Pec­chia se le sono già giocate e, pur perdendole (quattro sconfitte di fila), sono rimasti al lo­ro posto perché gli otto soci avevano negato all’Amministratore unico Gianni Francavilla i soldi necessari per ingaggiare Camplone. Ma col Foggia precipitato all’ultimo posto do­po la sconfitta subìta a Potenza, Capobianco & Co. non possono più sottovalutare il rischio di retrocessione. Dunque, se sarà necessa­rio, dovranno mettere una mano al portafo­gli, così come hanno già fatto ingaggiando i difensori Carbone e Micco per tamponare la difesa colabrodo che, con 19 reti al passivo, è la peggiore del campionato.
Per i due tecnici rossoneri quella col Rimi­ni potrebbe essere davvero l’ultima spiaggia. O vincono e cambiano direzione di marcia oppure il benservito sarà inevitabile. Quan­tomeno per dare una scossa alla squadra che nelle cinque partite fin qui giocate allo Zac­cheria ha racimolato la miseria di 3 pareggi e rimediato due sonore scoppole. Porta e Pecchia sono innamorati di un modulo (4-2­3-1) piuttosto sbilanciato che, in base al dna dei giocatori in organico, ha prodotto solo danni. E allora avrebbero deciso di ridise­gnare lo schema tattico che meglio si addice alle caratteristiche della rosa a loro disposi­zione. Un 4-4-2 che dovrebbe garantire una maggiore protezione alla difesa.
Fermo restando i quattro davanti a Bindi (Carbone e Micco terzini con Burzigotti e Go­retti centrali), a centrocampo i mediani Ve­lardi e D’Amico non saranno più in inferiori­tà numerica nei confronti dei dirimpettai av­versari. Avranno invece due sostegni latera­li: Di Roberto a destra e Quadrini a sinistra con compiti di coprire di più in fase di ripie­gamento. In attacco il recuperato Ferrari al centro e Salgado libero di spaziare sull’inte­ro fronte per sfruttare meglio la sua classe.

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Assist Rossoneri

2 | Davide Colomba
2 | Gabriel Enzo Ferrari
1 | Nunzio Di Roberto
1 | Nicola Mancino
1 | Mario Antonio Salgado