Porta e Pecchia orientati verso il 4-4-2
Porta e Pecchia abbandonano il 4-2-3-1 e decidono di abbracciare un nuovo modulo tattico, più semplice e probabilmente anche più efficace per gli uomini che si hanno a disposizione, e cioè il 4-4-2. Ieri le prove generali nell’amiche - vole a ranghi misti giocata allo Zaccheria e non sul campo di Ordona.
Lo staff tecnico ha provato anche l’undici che dovrebbe affrontare il Rimini, con qualche novità sostanziale: Bindi tra i pali, Carbone e Micco come esterni difensivi, Goretti centrale con Cuomo (ecco la prima novità) al posto di Burzigotti. Centrocampo a quattro con D’Amico e Trezzi in mezzo (quest’ultimo con compiti di regista) e Mancino e Di Roberto (al rientro) sulle fasce. In attacco la coppia Ferrari (anche lui al rientro) Salgado. Se non ci saranno colpi di scena, a cominciare dagli infortuni, questo potrebbe essere il Foggia base per le prossime gare, fermo restando che ai box sono pronti a fare la loro parte Velardi, lo stesso Burzigotti, Mattioli, il neo acquisto Carraccio. All’allenamento di ieri hanno partecipato tutti tranne il centrocampista Colomba (in cura a Bologna) e D´Agostino (persistenti problemi alla schiena). Hanno lavorato a parte Quadrini e Compierchio che potrebbero tuttavia essere pronti per la sfida contro il Rimini.
TRAGEDIA DI VIALE GIOTTO -Ricorrendo nei prossimi giorni il decennale della tragedia di viale Giotto che costò la vita a 67 persone, l´U.S. Foggia ha deciso che in segno di solidarietà per le famiglie delle vittime, in occasione della gara di campionato con il Rimini in programma domenica scenderà in campo indossando la maglia ufficiale da gara recante la dicitura: "Per non dimenticare - 11.11.99 - 11.11.09".
«Si tratta di un piccolo gesto dal profondo significato che, se da un lato intende commemorare chi non c´è più, dall´altro vuole scuotere le coscienze di quanti in tutti questi anni avrebbero dovuto dare delle risposte a questa tragedia», viene spiegato in una nota della società rossonera.
Il Foggia ridisegna il modulo di gioco
Un paio di chances Porta e Pecchia se le sono già giocate e, pur perdendole (quattro sconfitte di fila), sono rimasti al loro posto perché gli otto soci avevano negato all’Amministratore unico Gianni Francavilla i soldi necessari per ingaggiare Camplone. Ma col Foggia precipitato all’ultimo posto dopo la sconfitta subìta a Potenza, Capobianco & Co. non possono più sottovalutare il rischio di retrocessione. Dunque, se sarà necessario, dovranno mettere una mano al portafogli, così come hanno già fatto ingaggiando i difensori Carbone e Micco per tamponare la difesa colabrodo che, con 19 reti al passivo, è la peggiore del campionato.
Per i due tecnici rossoneri quella col Rimini potrebbe essere davvero l’ultima spiaggia. O vincono e cambiano direzione di marcia oppure il benservito sarà inevitabile. Quantomeno per dare una scossa alla squadra che nelle cinque partite fin qui giocate allo Zaccheria ha racimolato la miseria di 3 pareggi e rimediato due sonore scoppole. Porta e Pecchia sono innamorati di un modulo (4-23-1) piuttosto sbilanciato che, in base al dna dei giocatori in organico, ha prodotto solo danni. E allora avrebbero deciso di ridisegnare lo schema tattico che meglio si addice alle caratteristiche della rosa a loro disposizione. Un 4-4-2 che dovrebbe garantire una maggiore protezione alla difesa.
Fermo restando i quattro davanti a Bindi (Carbone e Micco terzini con Burzigotti e Goretti centrali), a centrocampo i mediani Velardi e D’Amico non saranno più in inferiorità numerica nei confronti dei dirimpettai avversari. Avranno invece due sostegni laterali: Di Roberto a destra e Quadrini a sinistra con compiti di coprire di più in fase di ripiegamento. In attacco il recuperato Ferrari al centro e Salgado libero di spaziare sull’intero fronte per sfruttare meglio la sua classe.
U.S. Foggia
Andria Bat
Cavese
Cosenza
Giulianova
Lanciano
Marcianise
Pescara
Pescina
Portogruaro
Potenza
Ravenna
Reggiana
Rimini
Spal
Taranto
Ternana
Verona
La prima vittoria stagionale allo Zaccheria ha un’importanza speciale. E non solo perchè Tony D’Amico e i suoi compagni di gruppo sono finalmente riusciti a rompere il ghiaccio, mai così tanto atteso dal popolo rossonero. O perchè con i tre punti conquistati contro il Rimini, il Foggia ha abbandonato l’ultima posizione balzando alla quint’ultima. La prima vittoria interna ha un sapore speciale soprattutto per il modo totalmente nuovo con cui la squadra l’ha cercata e costruita. Non ha mai sofferto. E’ stata ordinata. Equilibrata. Grintosa al punto giusto. Ha sfruttato con mestiere e furbizia le occasioni- gol. Ha rischiato solo una volta su calcio piazzato. Questo l’ importante quadro venuto fuori dalla gara col Rimini. Un quadro che adesso fa guardare all’obiettivosalvezza con maggior fiducia e la necessaria tranquillità.
Chi credeva che all’insperata vittoria di Reggio Emilia il Foggia del duo Porta-Pecchia domenica facesse seguire un’altra prova positiva a Potenza, è puntualmente rimasto deluso. Già. Fidarsi di questa squadra messa su dal responsabile dell’area tecnica Filippo Fusco è come credere a una zingara. Perché la tanto attesa svolta non c’è stata.
Ultimi, sia pur in condominio con Andria, Potenza e Marcianise. Non accadeva da dieci anni, campionato 98/99 che si concluse con la retrocessione dalla serie C1 alla C2. Nove punti in classifica, dieci effettivi per via della penalizzazione (il Foggia conta di recuperare quel punto in appello) dopo undici giornate. Un bilancio magro, deludente quello firmato dal «tandem» Porta-Pecchia. Un passo da retrocessione più che da campionato dignitoso, pur avendo il Foggia una squadra tecnicamente non proprio da ultimo posto. Anzi.